Il mio libro

Il libro
Ce la fai?
di Giangiacomo Tedeschi
Marco ha diciotto anni, usa una carrozzina ed è pieno di energia, desideri e ormoni come qualsiasi ragazzo della sua età.
Tra patente, sesso, amicizie, figuracce e pregiudizi, prova a conquistare la propria autonomia. Non sempre con eleganza, ma quasi sempre con ironia.
Di cosa parla
Ce la fai? parla di disabilità, ma soprattutto parla di desiderio, sesso, autonomia, amicizia e bisogno di essere considerati adulti.
Marco non vuole essere un esempio, un eroe o una persona da compatire.
Vuole guidare, innamorarsi, sbagliare, fare sesso e vivere la propria vita senza che siano sempre gli altri a decidere che cosa può o non può fare.
Nel suo percorso incontra pregiudizi, situazioni assurde, momenti imbarazzanti e persone che non sempre sanno come comportarsi con lui.
Anche Marco, però, ha le sue contraddizioni, le sue insicurezze e la capacità di complicarsi la vita.
Il romanzo affronta tutto questo con ironia e senza pietismi, perché si può parlare seriamente di disabilità anche senza raccontarla in modo triste.
Perché ho scritto Ce la fai?
Ho scritto questo romanzo perché volevo parlare di disabilità senza trasformarla né in una tragedia né in una favola edificante.
Volevo raccontare una persona disabile con i suoi desideri, le sue contraddizioni, le sue figuracce e il suo bisogno di diventare adulta.
Una persona disabile può essere simpatica, irritante, intraprendente, insicura e imperfetta, proprio come chiunque altro.
Volevo parlare di sesso, relazioni e disabilità senza imbarazzo e senza tabù, perché la disabilità non cancella il desiderio e non rende una persona un eterno bambino.
Ma soprattutto volevo dimostrare che si può parlare di disabilità non soltanto attraverso un linguaggio pietistico, ma anche e soprattutto con ironia.
L’ironia non diminuisce le difficoltà e non le rende meno reali: permette, invece, di raccontarle da un punto di vista diverso, più libero e più autentico.
