{"id":1093,"date":"2019-09-21T11:14:52","date_gmt":"2019-09-21T09:14:52","guid":{"rendered":"http:\/\/giangiacomotedeschi.it\/?p=1093"},"modified":"2026-07-28T20:13:03","modified_gmt":"2026-07-28T18:13:03","slug":"quella-maiala-che-mi-fissava-intensamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/2019\/09\/21\/quella-maiala-che-mi-fissava-intensamente\/","title":{"rendered":"Quella Maiala Che Mi Fissava Intensamente"},"content":{"rendered":"<p class=\"h7\"><em><strong>Accessibilit\u00e0:&nbsp;<\/strong><\/em><em>Immagine rettangolare in orizzontale con sfondo rosa carne chiarissimo. A destra, in primo piano, una ragazza con la faccia da maiale che ammicca sorridente. Girata a tre quarti, di spalle, mostra la schiena nuda nel suo tubino nero scollato e tiene in mano, vicino al muso da maiale, un bocchino nero. La pelle della ragazza \u00e8 rosa. In alto a destra, un rettangolino bianco in verticale mostra la data di pubblicazione del racconto su questo sito: 21 Settembre 2019.<\/em><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/giangiacomotedeschi.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Quella-Maiala-Che-Mi-Fissava-Intensamente.mp3\"><\/audio><figcaption>Ascolta la versione audio di &#8220;Quella maiala che mi fissava intensamente&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Daniela se n\u2019era andata, col professore di filosofia, la stronza. Non riuscivo a non pensarci. Il medico mi aveva ripetuto:<br>\u2013 Hai bisogno di relax. Evita lo stress.<br>Dovevo andare in vacanza, rilassarmi, ma soprattutto basta donne. E cos\u00ec dopo aver valutato varie alternative: hotel con spa, percorsi benessere e corsi di yoga, per evitare ogni tipo di tentazione, scelgo quell\u2019agriturismo in montagna. Certamente aria buona, senza dubbio buon cibo ma soprattutto pochissime donne.<\/p>\n<p>Appena il tempo di arrivare nella struttura per poggiare i bagagli in stanza e decido di andare a vedere la fattoria. Cavalli fieri nel recinto, mucche e pecore; il vento fresco trasporta odori di fieno e avena. Sembra tutto perfetto. Ma qualcosa non va. Mi sento osservato. Mi volto e vedo quella maiala fissarmi. No, giuro, non \u00e8 un insulto. \u00c8 proprio una scrofa enorme con due grandi occhi neri e quel fiocco rosa attorno all\u2019orecchio che agita in modo vezzoso.<br>Distante da lei un porco intento a rotolarsi nel fango.<\/p>\n<p>Continua a guardarmi. Non cede lo sguardo che si fa sempre pi\u00f9 pesante. Mi sembra di avere un mirino puntato addosso.<\/p>\n<p>\u2013 Vieni. Avvicinati.<\/p>\n<p>Inizia ad agitare sinuosamente la coda a ricciolo e comincia a sculettare:<br>\u2013 Cosa aspetti\u2026 vieni\u2026 vieni qui\u2026<\/p>\n<p>Si muove sinuosa e mi sento tirare come una marionetta verso di lei: micromovimenti che seguono quelli del suo bacino. Mi avvicino piano al recinto. Sollevo la mano. La maiala mi guarda languida. Mantenendo lo sguardo fisso su di me, mi indica col muso la coscia.<\/p>\n<p>\u2013 Toccala. Toccala, che aspetti. Toccami.<\/p>\n<p>La maiala voleva essere toccata, me lo diceva. Daniela invece no. Immersa a leggere i suoi libri di filosofia, se provavo a baciarle il collo si scostava e senza degnarmi di uno sguardo, voltava pagina:<\/p>\n<p>\u2013 Non \u00e8 il momento.<\/p>\n<p>Tra una mostra, la presentazione di un libro o un vernissage: non era mai il momento per Daniela.<br>La maiala invece mi stava chiamando. La mia mano tremante si avvicina lentamente per poi fermarsi di colpo.<\/p>\n<p>\u2013 Non posso. Non posso. Non posso.<\/p>\n<p>Mi metto a urlare da solo.<br>Disturbo anche il porco nel suo bagno di fango. Si alza lentamente sulle zampe, si volta verso di me, mi guarda. Fa un grugnito profondo e feroce. Mi spavento e scosto immediatamente la mano. Spalanca il muso e fa un altro grugnito ancora pi\u00f9 forte, ma questa volta \u00e8 chiaro che si tratta di uno sbadiglio. Impigrito, con lo sguardo assonnato, muovendosi come in una moviola, va a infilarsi nella sua tana: una casupola di legno. Mi lascia solo con la maiala.<br>Mi guardo intorno. Non c\u2019\u00e8 nessuno o meglio, nessun essere umano. I cavalli passeggiano nel recinto e le mucche ruminano indisturbate. Nessuno sembra interessato a noi, come se non fosse nulla di speciale.<\/p>\n<p>\u2013 Allora, che aspetti?<br>Continua a porgermi le natiche.<br>\u2013 Ma che sei, un cappone?<\/p>\n<p>La mia mano riprende a muoversi e tremando senza nemmeno rendermene conto le tocco la coscia. Seguo con la mano le sue curve: quella che fino a ieri era, per me, solo un prosciutto, ora \u00e8 un sodo e tondo culo.<br>A Daniela non potevo toccarglielo il culo. Se la sera, guardando la tiv\u00f9 facevo scendere la mano:<\/p>\n<p>\u2013 Smettila. Se qualcuno ci vede?<br>\u2013 Ma chi vuoi che ci veda? Amadeus?<br>\u2013 Ecco lo sapevo\u2026 Sei il solito porco. Sei l\u2019archetipo del porco maschilista.<br>A me archetipo non me lo aveva mai detto nessuno. Guardo la maiala.<\/p>\n<p>\u2013 Secondo te sono un archetipo?<br>Lei grugnisce. S\u00ec grugnisce, ma non mi giudica.<br>Salto appoggiando tutte e due le mani alla staccionata e sono dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Sento sotto le mie scarpe rumore di fango, lo scricchiolio di qualche ghianda calpestata. Mi chino sulla maiala.<br>\u2013 Eccomi.<\/p>\n<p>Sussurro, accostando le mie labbra al suo muso. Caccia fuori la lingua e mi lecca le labbra. Io chiudo gli occhi e faccio lo stesso. La sua lingua si fa strada dentro la mia bocca. \u00c8 una ventosa, Daniela non mi ha mai baciato cos\u00ec.<br>Ma che sto facendo? Cazzo \u00e8 una maiala! Mi stacco di colpo e spalanco gli occhi. Rivedo il suo sguardo:<\/p>\n<p>\u2013 Vieni. Ti voglio.<\/p>\n<p>E poi noto quella scritta sul fiocco rosa: \u201cMarta\u201d. Non \u00e8 una maiala lei \u00e8 Marta.<br>Raccolgo un pugno di ghiande da terra e gliele porgo: la nuova frontiera dell\u2019invito a cena.<br>Marta non guarda le ghiande, ma mi salta addosso travolgendomi.<br>Ci rotoliamo nel fango. Le nostre lingue si annodano, si cercano. Sollevo lo sguardo. Lei \u00e8 sotto di me, la guardo: abituato a due capezzoli, a vederne sei non so da dove iniziare. Marta mi si mette sopra e me li porge uno ad uno.<br>Poi si alza, si allontana leggermente, mi guarda e mostrandomi le natiche, si mette in posizione per accogliermi. Non stacca lo sguardo da me:<\/p>\n<p>\u2013 Vieni. Che aspetti?<br>Obbedisco. Mi calo i pantaloni. Sono dietro Marta e senza pensarci eseguo il suo ordine. Sento i suoi grugniti, poi arrivano grugniti ancora pi\u00f9 forti: i miei.<br>Terminato l\u2019amplesso restiamo abbrancati l\u2019uno all\u2019altro, a rovinare il nostro idillio il grugnito del porco nella tana. Marta si alza e lo segue.<\/p>\n<p>\u2013 Aspetta!<br>Urlo.<br>\u2013 Non andare.<br>Avrei potuto salvarla da quel porco.<br>\u2013 Ti amo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 immagino di presentarla ai miei. Immagino le cene di Natale con mia madre:<br>\u2013 Marta com\u2019\u00e8 la lasagna?<br>E Marta avrebbe dimostrato il suo compiacimento divorando la lasagna con il muso infilato nel piatto. Saremmo stati felici.<\/p>\n<p>\u2013 Aspetta\u2026 Aspetta\u2026 Aspetta!<br>Ripeto. Ma niente, Marta non mi ascolta pi\u00f9, non mi guarda nemmeno pi\u00f9. Entra nella tana sculettando lentamente. Passano pochi minuti, forse secondi che la sento grugnire.<br>La sento grugnire come aveva fatto poco prima con me, anzi forse ancora pi\u00f9 forte. Ammutolisco. Non so che dire. Vado in stanza, riprendo i bagagli, salgo in macchina e accendo il motore pronto per andar via. Uscendo dall\u2019agriturismo rivedo quel porcile. Vorrei urlare: Ma perch\u00e9? Ma come?<br>\u2013 Maiala.<br>Quando apro la bocca urlo solo:<br>\u2013 Maiala!<\/p>\n<p><em>Questo racconto \u00e8 stato scritto durante la Full Immersion Estiva della <a href=\"https:\/\/storygenius.it\/\">Scuola di Scrittura Genius <\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Pubblicato dalla <a href=\"https:\/\/storygenius.it\/2019\/09\/14\/quella-maiala-che-mi-fissava-intensamente\/\">Scuola di Scrittura Genius<\/a> il 14 settembre 2019 per la rivista &#8220;Dentro la lampada&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;illustrazione di copertina \u00e8 di Luigi Annibaldi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/giangiacomotedeschi.it\/tutta-colpa-delle-favole\/\">Leggi anche<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniela lo ha lasciato. Lui se ne va in vacanza per dimenticare. E come spesso succede, la vacanza \u00e8 galeotta.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1901,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[2],"tags":[140,15,141,142,143,19,144,188,24,25,26,145,146,147],"class_list":["post-1093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconto","tag-amadeus","tag-amore","tag-archetipo","tag-capezzoli","tag-fidanzata","tag-giangiacomo-tedeschi","tag-maiala","tag-palette-lavanda","tag-racconto","tag-racconto-breve","tag-scrittore","tag-sessualita","tag-spa","tag-vacanza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1093"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1093\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1866,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1093\/revisions\/1866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}