{"id":963,"date":"2019-08-14T15:43:36","date_gmt":"2019-08-14T13:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/giangiacomotedeschi.it\/?p=963"},"modified":"2026-07-28T20:25:40","modified_gmt":"2026-07-28T18:25:40","slug":"arturo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/2019\/08\/14\/arturo\/","title":{"rendered":"Arturo"},"content":{"rendered":"<p class=\"h7\"><em><strong>Accessibilit\u00e0:\u00a0<\/strong>Immagine rettangolare in orizzontale, sfondo grigio scuro. Al centro, la foto di un Bracco ungherese, dal pelo rosso e corto. Il cane \u00e8 seduto, e guarda in su col collo piegato verso destra, con occhioni innocenti. In alto a destra, un rettangolino bianco in verticale mostra la data di pubblicazione del racconto su questo sito: 14 Agosto 2019.<\/em><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/giangiacomotedeschi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/audio-racconti-in-costruzione.mp3\"><\/audio><figcaption>Ascolta la versione audio di &#8220;Arturo&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Arturo, amore, scendi dal divano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Nemmeno ascolto. Ti guardo di sfuggita: giacca, cravatta e quella colonia che puzza di gatto. Torni a casa dopo ore e pretendi che io faccia quello che dici. Non hai ancora capito che qui comando io?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ma che non fossi particolarmente sveglio me ne accorsi subito, quando mi prendesti al canile. Eravamo tutti l\u00ec in fila, ti guardavamo, mentre attraversavi il corridoio e ci osservavi. Gli altri avrebbero fatto di tutto per attrarre la tua attenzione: chi saltava, chi abbaiava, chi guaiva. Se ci fosse stato un cerchio di fuoco, qualcuno ci si sarebbe buttato dentro. Io no. Io non faccio nulla, ma quando mi guardi allargo gli occhi e sfoggio il mio sguardo da tenero batuffolo di pelo. Come a dire: &#8220;Prendimi sono tuo&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Tu ti chini, quasi ti inginocchi per guardarmi il muso:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Che bel meticcio. Voglio lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Come se fossi stato tu a scegliermi. Si sa, i padroni sono tutti uguali, due occhi dolci e due strofinamenti e sono tuoi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Da quel momento il divano \u00e8 stato mio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\"><span style=\"color: #000000;\">In questa casa: le sedie, i tavoli e anche le polpette sono marchiate Ikea. L\u2019unica cosa che ha un valore \u00e8 questo divano, dell\u2019Ottocento, di tua nonna. La vecchia era fastidiosa e puzzava di naftalina\u2026 ma, devo ammetterlo, aveva gusto.\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Adesso pretendi che scenda. Ma allora sei proprio tonto! Apri il balcone per cambiare aria, poi vai in cucina svuoti il contenuto di una scatoletta nella mia ciotola e me la sventoli sotto al naso. Entusiasta urli:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Mmmm che buono! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Questi pezzi marrone scuro che spari a casaccio nella mia ciotola, e che tu spacci per la mia cena, sembrano pi\u00f9 il risultato di una delle mie passeggiate. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Lo sanno tutti che l&#8217;impiattamento \u00e8 importante. Poi, se \u00e8 tanto buono, mangiatelo te. Io dopo ore di &#8220;La prova del cuoco&#8221;, &#8220;Giallo Zafferano&#8221; e &#8220;Masterchef&#8221;, pretendo di meglio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Dai scendi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ma non ci penso proprio. Ho impiegato ore per dare a questo divano la forma delle mie chiappe. Poggi a terra la ciotola e ti metti a sedere attaccato a me. Ti aggrappi al mio sedere e inizi a spingere. Cafone. Ecco perch\u00e9 nessuna ti vuole. Ma io irrigidisco le zampe e punto le unghie. Non mi smuovi nemmeno a cannonate. Continui a spingere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">I cuscini di piuma d\u2019oca si ammaccano come sotto l\u2019effetto di un terremoto e la cunetta, che prima avvolgeva le mie chiappe, ora sembra un cratere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Come senti l\u2019attrito delle mie unghie sul tessuto a fiori del divano, ti fermi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi giro verso di te e cerco di spingerti fuori con la testa come farebbe un toro, ma come al solito, tu non capisci e mi accarezzi. Che schifo quella mano sudata e unta sul mio bel pelo lucido. Continuo a spingere, ma niente sembri una roccia, non ti sposti di un millimetro e mi \u00e8 anche venuto mal di testa.\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti alzi di scatto e con la mano rovisti tra i cuscini del divano. Lo so cosa cerchi: il telecomando. Io lo vedo, \u00e8 scivolato dal bracciolo accanto a me, sulla mia seduta. Mi sposto leggermente per coprirlo con la coda. Tu continui la ricerca: sul televisore, sul tavolo, sulla credenza. Certo che il telecomando, per te, sia come per me il frisbee al parco, se lo buttassi dalla finestra tu lo seguiresti. Quando penso che ti sei levato dalle palle, spingo senza volerlo un tasto con la punta della coda, e la tv si accende.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti giri, ciglia aggrottate e sguardo fisso su di me. Non faresti paura a un teletubbie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti avvicini a piccoli passi, ginocchia leggermente piegate e busto in avanti. Sembri quasi un ladro davanti una cassaforte. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Pi\u00f9 ti avvicini pi\u00f9 noto il tuo sguardo strano. Sembri affamato. Hai gli occhi rossi e la bava alla bocca come quel dobermann che, ieri al parco, voleva la mia palla. S\u00ec quella gialla, quella che\u2026 ho perso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti avvicini piano proprio come lui, mi sembra quasi di sentirti ringhiare come lui, ma questa volta il telecomando non lo perdo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Puntandomi il dito contro e con voce imperativa:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Arturo scendi subito gi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Denti in fuori, ti ringhio. Mi avvento contro quel dito, come fosse un appetitoso wurstel, ma senza scendere dal divano. Mica sono scemo io. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Tu come un lampo ritrai la mano, ma continui ad avvicinarti sempre pi\u00f9. Sento il tuo fiato vicino. No non sto tremando, ho solo freddo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Continuo a ringhiare e abbaio: \u201cFermati\u2026 fermati\u2026\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ma tu avanzi, mi spingi da un lato con la mano e prendi il telecomando. Mi lancio contro di te e ne afferro tra i denti l\u2019altro capo. Stringo le mascelle come fosse un succoso osso di pollo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Lascialo. Arturo lascialo\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Mollalo te se vuoi. Brandisci il telecomando avanti e indietro come una spada, sembri uno sbandieratore a un palio e io uno stendardo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Durante la lotta, io con i denti o tu con i palmi, facciamo zapping involontario. La tv cambia canale mille volte al secondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Dai, molla, Arturo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\"><span style=\"color: #000000;\">No. Gira tutto attorno a me: il divano, la tv, il tavolo. Sembra di stare su una giostra, mi viene quasi da vomitare, ma non mollo.\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Forse per colpa delle tue mani sudate, il telecomando ti sfugge e io parto dritto come un proiettile con il trofeo in bocca. Mi schianto zampe all\u2019aria sul pavimento del soggiorno con la mia vittoria ancora tra i denti. Ti lanci di corsa verso il telecomando. Scatto come una molla sulle zampe e comincio a correre. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Schizzo sotto il tavolo, slalom tra le sedie e via diretto come un missile in cucina. Tu mi corri incontro, scomposto, con le braccia in avanti fendi l\u2019aria. Arrivato in cucina, ti aggrappi alla porta: gambe larghe e busto in avanti. Sudi che sembri una fontana e le gocce cadono a pioggia sul pavimento. Piegato in due inizi ad ansimare, mi ricordi la cagnolina che mi sono montato ieri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Con la voce ancora rotta dal fiatone:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Dove scappi adesso&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Nemmeno fai in tempo a finire che io ti passo tra le gambe mentre tu afferri l\u2019aria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi guardi con quella faccia stupita. Cosa c\u2019\u00e8? Vieni. Se vuoi lo rifaccio. Un urlo disperato, di nuovo lo sguardo di prima. Ti lanci su di me. Mi prendi per la coda.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti sfugge una risata malefica. Cerco di scappare ma mi sembra di correre sul tapis roulant. Ruoto su me stesso, ringhio, provo a morderti, ma lascio cadere il telecomando. E tu con una zampata lo raccogli e scatti in piedi. Tieni il braccio verso l\u2019alto. Mi guardi, fai smorfie, suoni strani, e saltelli come un bambino di due anni. Quella \u00e8 la tua et\u00e0 celebrale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Siamo io e te, uno di fronte all\u2019altro, dal balcone alle tue spalle una leggera brezza fresca. Ricorda la scena di quel film: <em>Per un pugno<\/em> <em>di croccantini<\/em>. Io abbaio e tu indietreggi. Ringhio. Cacciando la lingua da fuori, indietreggi ancora verso il balcone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; \u00c8 mio\u2026 \u00e8 mio\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ma sei proprio cretino! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Faccio un salto e tu scatti all\u2019indietro. Adesso hai le chiappe appoggiate alla ringhiera. Con il cielo alle spalle e quel braccio alzato, sembri la versione grassa della statua della libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ti allunghi sulle punte e agiti il telecomando in segno di sfida. Mi avvento contro di te. Do un morso alla caviglia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un urlo di dolore. Sgrani gli occhi, sollevi la gamba e l\u2019altra ti trema. Sporgi il busto all\u2019indietro, allarghi le braccia e le mani. Il telecomando ti scivola. Inizi a ruotare le braccia, ad agitarle come per volare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Noooo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Poi ti vedo sparire gi\u00f9. Sento: un botto, un allarme, delle urla. Peccato, mi sa che sei riuscito a raggiungere il telecomando.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/giangiacomotedeschi.it\/un-anno-di-noi\/\">Leggi altro<\/a><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cane Arturo lotta con il suo padrone per la supremazia della casa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[2],"tags":[71,78,75,79,19,80,195,24,25,27,81,82,30],"class_list":["post-963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconto","tag-cane","tag-croccantini","tag-cucciolo","tag-divano","tag-giangiacomo-tedeschi","tag-padrone","tag-palette-cielo","tag-racconto","tag-racconto-breve","tag-scrittura","tag-supremazia","tag-telecomando","tag-writer"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1871,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions\/1871"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giangiacomotedeschi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}